LAVORO IN ACQUA

 

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Primo approccio con l’acqua

Il primo approccio del cane con l’acqua è una fase molto importante e delicata. È proprio in questa fase infatti che spesso si creano dei traumi e delle problematiche che possono complicare il lavoro o addirittura comprometterlo per sempre. Proprio per questo motivo qualsiasi cane, prima di entrare in acqua, dovrà essere stato testato (v. psicologia canina) per valutarne le doti caratteriali, perchè è proprio conoscendo caratterialmente il cane che possiamo procedere nella maniera più adatta nell’ingresso in acqua evitando i traumi e i problemi sopra citati.

Se il cane ha una memoria genetica per l’acqua, il tipo di approccio sarà diverso da quello che adotteremo per un soggetto non geneticamente predisposto al lavoro in acqua. In ogni caso, per una buona riuscita, dovremo sempre ricordare quale memoria di razza ha il soggetto che proveremo a far entrare in acqua, per eventualmente fare leva su di essa.

È molto importante in questa fase non “buttare” assolutamente il cane in acqua! Purtroppo invece succede spesso che taluni proprietari, o addestratori, solo per il fatto di avere un Terranova o un Labrador lo lancino in acqua… tanto essendo di una razza geneticamente predisposta per l’acqua sicuramente nuoterà senza problemi (assolutamente falso!), senza valutare che ogni soggetto è singolarmente più o meno predisposto. Mai errore sarebbe più fatale! Sicuramente traumatizzeremo il nostro amico e per farlo rientrare in acqua dovremo magari lavorare per parecchi mesi.

Qualsiasi sia l’approccio scelto, tutto dovrà sempre essere fatto con la supervisione di un’esperto addestratore che – aiutato anche da altri collaboratori in acqua – eseguirà le prove in completa e totale sicurezza prima di tutto per il cane che dovrà necessariamente indossare l’imbragatura da salvataggio per poter essere “manovrato” ed indirizzato ed eventualmente anche aiutato in questa importante e delicata fase.

 

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Esercizi di base

Dopo l’approccio iniziale con l’acqua, dobbiamo concentrare il lavoro in modo tale da ottimizzare il nuoto del nostro amico a quattrozampe magari “insegnandogli” a migliorare la sua tecnica  e nello stesso tempo educandolo a non intralciare il nostro nuoto e applicando anche in acqua le tecniche di addestramento che abbiamo appreso con il lavoro a terra.

Il nostro amico a quattrozampe ci guarda solitamente dal basso verso l’alto mentre quando è in acqua con noi non vede il nostro corpo ma vede solo la nostra testa, le nostre spalle e le nostre braccia che si muovono nell’acqua stessa facendo spesso anche degli schizzi e le prime volte che nuoteremo insieme al cane tutto questo sarà per lui un’invito a venire verso di noi cercando magari di leccarci. Solitamente all’inizio succede che, anche per la nostra poca destrezza ed abitudine a lavorare con il cane in acqua, quest’ultimo ci venga addosso rischiando di farci male.

L’utilizzo della muta da sub in questo frangente ci aiuterà anche ad evitare eventuali graffi che involontariamente il nostro cane ci farà avvicinandosi a noi in maniera non “corretta”.

L’utilizzo di bocconi, palline, manicotti e/o giochi galleggianti ci aiuterà ulteriormente in questa fase. Dovremo solo utilizzare i comandi e le manovre che il nostro cane avrà già imparato a terra e trasferirle in acqua. Dopo un primo momento di disorientamento il nostro amico comincerà ad effettuare le stesse manovre che aveva imparato a terra… nuotando vicino al suo amico a due zampe.

La fase di ottimizzazione del nuoto affiancato (nuoto vicino al padrone, spalla a spalla) è veramente una fase fondamentale e molto importante nell’addestramento di un cane da salvataggio in acqua perchè il nostro obiettivo è di riuscire ad avere un cane che in acqua, in qualsiasi situazione e con qualsiasi condizioni meteo-marine, non intralcerà il nostro operato sia durante le operazioni di soccorso che durante le fasi di normale nuoto.

Fin da subito verrà inoltre insegnata al proprietario la presa per permettere al cane di riposarsi. Questa presa è molto importante in quanto permetterà al nostro amico di recuperare le forze durante, ad esempio, una lunga traversata.
A differenza dell’uomo il cane non riesce a galleggiare rimanendo quasi fermo ma per galleggiare deve sempre nuotare. Ecco quindi che insegnando al cane a nuotare molto piano e permettendogli di riposarsi con la particolare presa che il proprietario avrà imparato riusciremo a lavorare in sicurezza anche per lunghi periodi.

 

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Preparazione del brevetto

La coesione e il forte rapporto che si creerà nel lavoro in acqua non ha eguali in nessuna attività cinofila praticata al mondo. Nel salvataggio in acqua cane e padrone lavorano insieme in un’ambiente inconsueto per entrambi e quindi davvero il legame che si creerà con il nostro amico a quattro zampe sarà di fiducia e stima reciproca come appunto si addice ad un buon Team.

Una volta che cane e padrone avranno raggiunto un buon grado di affiatamento in acqua e saranno in grado di muoversi in sicurezza e tranquillità, sarà il momento di iniziare ad affrontare la preparazione delle prove specifiche previste dall’esame per conseguire il brevetto SICS.

Le prove di brevetto prevedono il recupero di una persona o più persone in difficoltà sia partendo da riva che partendo dal gommone. È previsto inoltre il traino del gommone da parte il cane e una fase di nuoto affiancato in cui cane e conduttore dovranno nuotare, uno di fianco all’altro, per alcuni minuti agli ordini della Commissione giudicatrice. In questa fase il cane non dovrà intralciare il suo conduttore o sorpassarlo e il conduttore non dovrà mai distanziare il cane e i due non dovranno mostrare affaticamento ma nuotare con calma.

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Esercizi avanzati

Una volta raggiunto un ottimo affiatamento con il proprio cane, inizierà una fase dell’addestramento che potremo chiamare di perfezionamento.

Ora che le nostre Unità Cinofile sono in grado di nuotare insieme al proprio cane ed eseguire correttamente tutte le prove di brevetto, il compito dgli istruttori della SICS Veneto sarà quello di instillare la mentalità del soccorritore agli allievi.

I nostri allievi, che sono tutti brevettati per il BLS sanitario e sono tutti bagnini di salvataggio, dovranno esercitarsi in situazioni estreme che siano il più possibile simili a situazioni di emergenza reali al fine di trovarsi preparati in ogni occasione.

Per questo motivo, si insegna il nuoto in situazioni di mare agitato sia con il cane che senza e si insegna a nuotare insieme al cane anche di notte e comunque in condizioni di luce o climatiche (nebbia) ove la scarsa visibilità ci potrebbe mettere in difficoltà e dove l’istinto del cane ci permetterà di rientrare a riva senza difficoltà guidati dalle magnifiche doti che la natura ha dato agli animali e che gli uomini, presi dalla frenesia della vita moderna, hanno perso (i cani si sanno orientare e raggiungono la riva senza avere dei punti di riferimento visivo come noi uomini).

Noi insegniamo alle nostre Unità Cinofile a tuffarsi da moli e dighe. Insegniamo loro il modo corretto di sistemarsi su di un’imbarcazione per non intralciare le manovre degli addetti alla conduzione del mezzo. Gli insegniamo a tuffarsi da grosse imbarcazioni in corsa come le motovedette degli Enti dello Stato preposti alla salvaguardia della Vita Umana in mare.
Le nostre Unità Cinofile dovranno dimostrare destrezza e professionalità negli interventi con le moto d’acqua dove il binomio dovrà posizionarsi sulla barella galleggiante e sfrecciare ad alta velocità verso le persone in difficoltà per poi recuperarle.

Il nostro personale viene preparato anche sulla conduzione dei mezzi di emergenza in modo tale da poter essere il più possibile versatili in ogni occasione.

Le nostre Unità Cinofile saranno in grado di operare con la particolare tecnica di salvataggio che prevede l’utilizzo della tavola da surf, tecnica di cui in Italia siamo sicuramente i precursori, o potranno intervenire utilizzando l’aquascooter, mezzo sempre presente nei presidi di salvataggio da noi svolti e che ci permette di essere velocissimi nelle fasi di un ipotetico salvataggio.

LA NOSTRA PREPARAZIONE È FRUTTO DI PASSIONE E DEDIZIONE E PER QUESTO RINGRAZIAMO I PROFESSIONISTI DEL SALVATAGGIO CHE SI SONO PRESTATI AD INSEGNARCI LE LORO TECNICHE PERMETTENDOCI DI ESSERE SICURAMENTE LE UNITÀ CINOFILE DA SALVATAGGIO IN ACQUA CON LA MIGLIORE PREPARAZIONE TECNICA OPERATIVA

 

 

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Il gommone

Il gommone è uno  “strumento”  di  lavoro molto importante per  un’unita  cinofila.  Questo  tipo  di  imbarcazione  viene  usata  regolarmente  sia  nella preparazione  che nei  servizi  operativi  e  risulta  perfetto per le attività con  i  cani in quanto i tubolari rendono agevole  sia la discesa  in  acqua  che  la risalita.  Alle future unità cinofile viene insegnato il corretto modo di accedere  all’interno di questo mezzo e come posizionarsi  durante la navigazione, oltre a come tuffarsi sia  dal  mezzo fermo che  in  movimento.  Al conduttore  di  un  cane vengono insegnati  la  gestione  e  il  controllo del  cane stesso durante la guida del gommone, inoltre  gli  viene  insegnato a remare  in  modo  da  poter  condurre  questo  mezzo  anche  in  mancanza  di  propulsione meccanica.  Il gommone è propedeutico all’utilizzo e all’imbarco su unità navali più grandi..

 

 

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La tavola da surf

La SICS Veneto sempre attenta a migliorarsi per la salvaguardia della vita umana in mare ha studiato ed adottato le tecniche di salvataggio e recupero usate dai famossisimi bagnini australiani (considerati i migliori bagnini al mondo) che sul loro mare spesso con onde alte utilizzano delle tavole da surf appositamente modificate ed una particolare tecnica di recupero della persona in difficoltà.

Noi abbiamo studiato le spiagge in cui prestiamo servizio volontario e abbiamo visto che il basso fondale spesso “rallenta” i tempi di intervento in un recupero e quindi abbiamo visto che l’utilizzo di tavole da surf modificate per il salvataggio ci permette di diminuire notevolmente i tempi di intervento.

Siamo tutti consapevoli che in un’emergenza, in un soccorso, i minuti sono determinanti e quindi con questo mezzo e questa particolare tecnica, un soccorritore SICS Veneto raggiunge la persona in difficoltà molto più velocemente che a nuoto o a remi su un pattino. Inoltre la particolare tecnica adottata permette di mettere in sicurezza la persona in difficoltà sopra la tavola con estrema facilità anche se questa risulta essere una persona di grosse dimensioni.

E non dimentichiamoci che noi abbiamo il valore “aggiunto” dei nostri cani cosa che ci ha permesso di perfezionare ulteriormente la tecnica già di per se molto buona!

In caso di intervento partiamo velocemente verso la persona in difficoltà utilizzando la tavola per “scivolare” sull’acqua usando le braccia come “remi” mentre il nostro cane ci segue a nuoto. Recuperiamo quindi la persona in difficoltà issandola sulla tavola mentre il nostro cane ci raggiunge e provvede poi a trainarci a riva, permettendoci di tranquillizzare la persona salvata o di iniziare una pratica di rianimazione essendo la persona posizionata su una base rigida.

SICS VENETO… I MIGLIORI NON A CASO!!!

 

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La moto d’acqua

È appurato che in una situazione di emergenza, in un salvataggio reale, la prontezza d’intervento può essere l’elemento determinante per la buona riuscita del recupero.

Per questo motivo la SICS Veneto, dopo aver addestrato il personale addetto alla guida delle moto d’acqua dai migliori professionisti in questo settore, ha studiato ed ottimizzato una modalità d’intervento che permette ai soccorritori di raggiungere le persone in difficoltà in pochissimo tempo per intervenire velocemente e professionalmente.

Sulla moto d’acqua sale il conduttore del mezzo ed un soccorritore (che si posizionano entrambi sulla sella) mentre sulla barella galleggiante, a poppa della moto d’acqua, prende posto un’Unità Cinofila (cane + conduttore). In questo modo – con un solo “giro” – saremo in grado di operare con due uomini e con un’Unità Cinofila e potremo effettuare un recupero multiplo.

L’Unità Cinofila imbarcata sulla barella galleggiante, giunti sul luogo d’intervento, in autonomia rispetto agli altri due operatori provvederà al recupero di una o due persone in difficoltà.

SICS… I PRIMI ANCHE SULLE MOTO D’ACQUA!!!